• Lino Rialti

Mentre l'Italia riparte negli Usa litigano e basta



Negli Usa Trump e Biden si sono scontrati senza esclusione di colpi in tv, in Italia era notte fonda. Qualche ora prima, sempre ieri sera, il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, annunciava una manovra economica, il Def, da 40 miliardi utilizzando il Recovery Fund, quindi in deficit per oltre la metà, 22 miliardi. Si è potuto fare "fra i margini di bilancio consentiti dalla sospensione dei vincoli Ue e l'anticipo del Recovery Plan". Insomma in Italia siamo nel pieno di una corsa contro il tempo per tentare di arrestare o almeno ridurre, gli effetti della crisi economica aggravata dall'arrivo e dalla diffusione della pandemia in corso. Per assurdo, la pandemia potrebbe essere stata la nostra fortuna. In questo momento, nessuno in Europa si sognerebbe di tirarci le orecchie per la nostra situazione deficitaria, la nostra economia in affanno, il nostro modo di combatterla spendendo troppo e quindi approfondendo il deficit. Anzi siamo stati spronati, proprio dall'Europa, a lanciarci in una campagna espansiva per stimolare la crescita. Insomma, questa Europa ha imboccato la strada giusta, ci voleva un punto di svolta, tutti cercavano una scusa per fermare la corsa rigoristica, la scusa ci è stata data dal Coronavirus. Bicchiere mezzo pieno.



Il bicchiere mezzo vuoto, invece lo abbiamo avuto in mano stanotte. Lo scontro televisivo tra il presidente Usa uscente Donald Trump ed il suo sfidante Joe Biden. Sicuramente uno scontro scorretto, muscolare e per nulla raffinato. Nello studio tv, approntato sul palco del Case Western Reserve University di Cleveland, nello Stato dell'Ohio, hanno risuonato frasi del tenore "Sei un clown" e "E tu non hai niente di intelligente".


Trump ha monopolizzato la scena interrompendo e non permettendo di fare il suo lavoro al conduttore Chris Wallace anchorman della Fox. Insomma offese reciproche e una grande confusione, tutto a discapito degli elettori americani indecisi che speravano in un confronto schietto ma utile per capirne di più, invece solo chi era già convinto per chi votare ha avuto conferme, invece gli indecisi non hanno avuto alcun elemento per posizionarsi da un lato o dall'altro. Insomma la tattica di Trump ha funzionato costringendo il suo avversario a scendere al suo livello. Infatti sono stati 96 lunghissimi minuti di insulti, interruzioni, accuse che sicuramente hanno visto un nervosissimo Trump tentare il tutto per tutto, tanto da farsi bacchettare dal conduttore Wallace che ha richiamato Donald Trump al rispetto delle regole accettate per l'incontro televisivo.


Trump, osservato da vicino dalla first lady Melania e dai suoi figli, seduti in prima fila, ha messo subito i panni del guastatore, ha tentato di affondare, con tutta la sua spudorata cattiveria e la sua faccia tosta, Joe Biden sovrapponendosi a lui per metterlo in difficoltà per farlo innervosire e magari fargli commettere qualche errore. Invece Biden ha tenuto botta, anche grazie alla sua esperienza ed alla sua intelligenza, ha retto l'urto del guascone, del bullo, insomma di Trump.


Pochi gli argomenti seri affrontati: Biden ha affermato, di fronte a Trump che negava i rischi corsi da milioni di americani se venisse abolito l'Obamacare, che si sbagliava di grosso e poi ha aggiunto "Sei il peggior presidente della storia", a proposito dello scandalo delle tasse del presidente provocato dallo scoop del New York Times. Non contento l'ex vicepresidente ha anche definito Trump "il cagnolino di Putin".



Donald Trump ha replicato a Biden di essere "poco intelligente" e "un pupazzo in mano alla sinistra radicale". Trump ha poi tentato di colpire il figlio di Joe Biden, Hunter, accusato di aver preso 3,5 milioni di dollari dalla Russia: "E' delle famiglie degli americani che soffrono che dobbiamo parlare, non della mia famiglia", ha replicato Biden, prendendo anche le distanze dalla sinistra radicale: "Non sono un socialista e il Green New Deal non e' il mio piano".


Nello scontro sulle proteste razziali, poi, Trump si e' rifiutato di condannare il suprematismo spingendosi a dire che la violenza "e' un problema non della destra ma della sinistra".


Trump, rievocando lo spettro dei brogli legati al voto per posta, ha ammesso: "Per sapere il risultato delle elezioni ci potrebbero volere dei mesi". E, a differenza del suo rivale, non si e' impegnato a riconoscere l'esito delle elezioni. "Ha solo paura del conteggio dei voti - ha replicato Biden - andate a votare, siete voi che determinate il futuro del Paese. E lui non puo' fermarvi".


Insomma niente di nuovo sotto il sole americano. Vecchia politica fatta da vecchi personaggi. Certo, anche il Diavolo sarebbe meglio di Trump, questo è certo. Sicuramente Biden non è il candidato ideale, ma è l'unico che può e deve fermare la corsa alla rielezione del demoniaco Donald Trump.


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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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