• Lino Rialti

Milano: la Tangentopoli senza fine



Milano, la capitale economica italiana, città per la quale è stato coniato il neologismo "Tangentopoli", dove per primo è stato scoperchiato il rapporto di corruttela che legava imprenditoria, pubblici dipendenti e politica, città che non dorme mai, dove si lavora freneticamente, bene, proprio in questa città la corruzione non si è mai fermata. La macchina corre anche perché c'è chi unge gli ingranaggi.


Stavolta sono state trenta le persone indagate, di cui tredici quelle arrestate, una ai domiciliari, 8 le società attenzionate, l'accusa è la solita: associazione per delinquere, corruzione, turbativa d'asta, peculato, abuso d'ufficio.


Sotto la lente degli investigatori, stavolta, gli appalti per le forniture della metropolitana della città. E tangenti ad ungere gli ingranaggi di questa macchina oramai ben rodata. Anche se è stato negato, i sospetti su certi appalti, sarebbero partiti da alcuni incidenti. I convogli, troppo spesso, avrebbero inchiodato le ruote arrestando repentinamente la corsa, per falsi allarmi dovuti a centraline difettose, con conseguenti incidenti e disagi per i passeggeri.


Al solito, coinvolti alcuni dirigenti dell'Atm, l'azienda milanese dei trasporti, tra i quali Paolo Bellini, individuato come una delle menti della faccenda al quale, tra il 2018 ed il 2019 le società avrebbero versato 125 mila euro. Tra gli arrestati due manager di Alstom Ferroviaria e uno di Siemens Mobility. Tutti gli arrestati sono indagati dai militari delle Fiamme Gialle di Milano, dopo aver passato al setaccio 8 appalti per un importo complessivo di oltre 150 milioni di euro.


Il Procuratore di Milano, Franco greco, ha spiegato che le indagini "hanno accertato l'esistenza di un sistema di metodica alterazione di gare ad evidenza pubblica indette da Atm spa gravitante attorno alla figura" di Paolo Bellini, "pubblico ufficiale con il ruolo di Responsabile dell'Unità amministrativa complessa sugli impianti di segnalamento e automazione delle linee metropolitane 1,2, 3 e 5", e "alle società Ivm srl e Mad System srl", create da Bellini per "interferire" negli appalti.


Come detto prima, l'indagine ha raccolto numerosi elementi ed un primo episodio corruttivo risalente al 2006 proprio riguardante "l'assegnazione dell'appalto relativo al sistema di segnalamento" della linea M1, la Linea Rossa, "nel cui contesto sono emerse le recenti criticità (frenate brusche d'emergenza)".


Addirittura Paolo Bellini, sarebbe arrivato a proporre, ad un amministratore di una azienda fornitrice, per materializzare un risparmio sulla fornitura, di falsificare l'omologazione di un cavo attraverso la stampigliatura fasulla delle diciture di legge, "tanto si potrebbero accorgere solo dopo un incendio, un cortocircuito, per arrivare a quello deve bruciare la galleria". Questo mostra la "spregiudicatezza raggiunto dal Bellini" dei coinvolti, come scrive nell'ordinanza il Gip di Milano Lorenza Pasquinelli.


Nelle intercettazioni altri colloqui che fanno rabbrividire, infatti solo se ci fosse stato un incidente, per Bellini il "magistrato" avrebbe potuto prendere "il c.... di pezzo di cavo" e far fare "un'analisi chimica, tecnica".


Comunque, i problemi della Linea Rossa, la M1, si sono poi riscontrati anche nella M2, con franate brusche senza apparente motivo. E infatti dalle intercettazioni, aggiunge il gip, viene fuori che nemmeno "una procedura di gara pubblica negli ultimi 2 anni circa" si è salvata dal condizionamento, "più o meno penetrante", dell'intervento "abusivo di Bellini".


Si è detto "sorpreso ed amareggiato" il Sindaco Giuseppe Sala, la realtà è che non si può abbassare la guardia, mai, torna sempre più spesso il mente quello che diceva il magistrato ucciso dalla mafia, Giovanni Falcone, per capire come funzione " bisogna seguire l'odore dei soldi".

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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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