• Lino Rialti

Palamara espulso dall'Anm




Luca Palamara è fuori dall'Associazione Nazionale Magistrati, l'associazione che riunisce il 90% dei magistrati italiani. Il motivo: "Ha commesso gravi e reiterate violazioni del codice etico".


Il pubblico ministero romano, indagato a Perugia per corruzione, è il primo magistrato, che abbia rivestito il ruolo di presidente, ad essere espulso, un provvedimento storico.


E così Luca Palamara, per niente remissivo, scrive, nella memoria che avrebbe dovuto presentare al Comitato Direttivo dell'Anm, parole dal tono: "Chiedo scusa ai tanti colleghi che sono fuori dal sistema delle correnti, che inevitabilmente saranno rimasti scioccati dall'ondata di piena che rischia ingiustamente di travolgere quella magistratura operosa e aliena dalle ribalte mediatiche. Per loro sono disposto a dimettermi ma solo se ci sarà una presa di coscienza collettiva e se insieme a me si dimetteranno tutti coloro che fanno parte di questo sistema. Non farò il capro espiatorio di un sistema".


Palamara, nel ruolo di vittima è pronto al passo indietro ma "Non mi sottrarrò alle responsabilità politiche del mio operato per aver accettato regole del gioco sempre più discutibili. Ma dev'essere chiaro che non ho mai agito da solo. Sarebbe troppo facile pensare questo".


Secondo Palamara: "Ognuno aveva qualcosa da chiedere, anche chi oggi si strappa le vesti. Penso ad alcuni componenti del collegio dei probiviri che oggi chiedono la mia espulsione, oppure a quelli che ricoprono ruoli di vertice all'interno del gruppo di Unicost, o addirittura ad alcuni di quelli che siedono nell'attuale Comitato direttivo centrale e che hanno rimosso il ricordo delle loro cene e dei loro incontri con i responsabili Giustizia dei partiti di riferimento".


Per Luca Palamara, ovviamente, era tutto nella norma, l'importante era mantenere gli equilibri interni, e , sicuramente, il mantenersi in equilibrio senza cadere, ma alla fine l'espulsione e lui, dall'esterno del Palazzo sede della Cassazione a Roma, in Piazza Cavour, dichiara: "Ero qui per assumermi la responsabilità politica del mio operato come rappresentante dell'Anm e come consigliere del Csm, tanti colleghi hanno voluto affidarmi una carica rappresentativa: credo di averla adempiuta con impegno. All'inizio ero animato da nobili ideali, poi sono rimasto invischiato da meccanismi infernali, il meccanismo delle chat". Affermando che "Non tutto è stato sbagliato: nel corso di 4 anni sono state fatte mille nomine, sono stati nominati magistrati valorosi certo il sistema ha penalizzato chi delle correnti non ne faceva parte: a quei magistrati sento il dovere di chiedere scusa".


Palamara aveva chiesto di essere ascoltato e di poter depositare la memoria ma il Comitato direttivo centrale dell'Anm all'unanimità ha respinto la richiesta.


Luca Poniz


Sulle orme del Presidente della repubblica, Sergio Mattarella, Luca Poniz, attuale presidente dell'Anm ha detto che all'interno della magistratura "c'è una gigantesca questione morale".


La tutela dell'indipendenza della magistratura è comunque vitale per la nostra democrazia. Questo processo, ora partito di eliminazione delle mele marce, è sicuramente un primo passo per la pulizia, dall'interno, della macchina della Giustizia italiana. Più che limitarne i compiti ed i poteri, bisognerebbe impedirne la strumentalizzazione politica attraverso una vigilanza interna più stringente.

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