• Lino Rialti

Perugia: al via la mattanza dei cinghiali




L'aberrazione è reale e tangibile, la Consulta per la Tutela degli Animali di Perugia, nella quale sono entrate, a spallate, anche le associazioni venatorie, ha messo il suo suggello alla mattanza dei cinghiali nel territorio comunale di Perugia. I cacciatori insomma si nascondono dietro le gonne degli animalisti. Così, proprio per questo la Lega Anti Vivisezione, sezione umbra, non ci sta. La "LAV dice no!" insomma, si dissocia. Come si legge in un comunicato.


Graziella Crescentini Gori, responsabile della LAV umbra, riferisce che "Questa scellerata decisione, quella della uccisione i cinghiali, è entrata nella Consulta di Perugia ma era già stata presa, organizzata, pianificata ed autorizzata a tutti i livelli da quello comunale a quello regionale per non citare quello prefettizio e dell'Ordine Pubblico attraverso le autorizzazione della Questura di Perugia".



"Insomma è stata fatta una vera e propria messa in scena e sono state presentate le cose già fatte" -afferma la LAV umbra- . Insomma nessun tentativo di risolvere il "problema" cinghiali in città, in modo non cruento e privo di crudeltà. E' stata invece decretata la morte dei cinghiali! E, la Consulta per la Tutela degli Animali, che si è tenuta il 26 Maggio alla la Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, a Perugia ne ha preso atto e basta.


Inutili le rimostranze delle Associazioni animaliste intervenute con propri interventi contro quella che definiscono a ragione "una strage ingiusta, grave, dannosa, incapace di risolvere le problematiche reali della presenza dei cinghiali in città, e che suggeriscono alternative alla mattanza".



I rappresentanti del mondo politico, amministrativo e venatorio intervenendo, quale fautori della caccia tout court argomentano, ancora una volta, con tesi improprie, datate, anacronistiche e caldeggiano questa pratica. Insomma fallimentari fucilate, solo e sempre fucilate. Verrebbe da dire che siamo veramente cambiati poco dai trogloditici abitanti delle caverne, abbiamo solo affinato le metodiche con l'avvento della polvere da sparo. Pare, riflettendo sulla pratica venatoria e sulle sue nefaste conseguenze, che il cervello del cacciatore sia rimasto fermo ai primordi della stazione eretta. Ma il problema reale sono i politici, questi politici ruspanti che pur di non perdere un voto rincorrono le lobbie venatorie fregandosene del disastro creato negli ecosistemi. Forse sarebbe ora di rinnovare proprio tutta questa classe politica perugina ma non solo.



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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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