• Lino Rialti

Referendum: se dico NO è NO! Ecco le ragioni



Il 20 e 21 settembre prossimi siamo chiamati alle urne per il referendum costituzionale che propone la riduzione dei deputati e dei senatori. I nostri portavoce, quelli che votiamo e che ci rappresentano. Appunto, sottolineo che, queste persone, sono elette, cioè scelte da chi le vota per rappresentarli. Ha poco senso prendersela con gli eletti, ce li abbiamo messi, lì, noi. Forse, se non siamo soddisfatti dalla politica così come è ora, dovremmo eleggere gente migliore e non castrarci, con le nostre mani, lasciandoci governare da una oligarchia e, così, riducendo la rappresentatività, il nostro potere. Comunque, bisogna dire che, nonostante nel corso degli anni, ci siano state modifiche e giochini, che hanno reso meno diretta la nostra capacità di scelta sugli eletti, ancora, soprattutto se comparata a democrazie come quella americana, dove una macchina elettorale elefantiaca e costosissima elegge "Grandi Elettori" che eleggono i rappresentanti, ancora, dicevo, abbiamo un buon potere di controllo sugli eletti, sono ancora abbastanza vicino a noi ed alla nostra matita quando li votiamo.


Qualcuno ha già fatto la sua riforma, ma non gli basta, vuole sempre di più, come in un delirio d'onnipotenza. Già, molti cittadini sono stati buggerati da un meccanismo perverso. Un partito, sotto le mentite spoglie della denominazione di "movimento", ha allontanato le persone tra di loro, le ha rinchiuse nelle loro case e le ha illuse di dargli democrazia diretta, di garantire il controllo dei e sui loro rappresentanti, i cosiddetti "portavoce", spogliati anche del titolo di onorevole. Bene, chi si iscrive ed accede alla piattaforma Rousseau, crede di poter scegliere chi candidare e di controllarne l'operato una volta eletti, guidandone le scelte politiche. Tutto fumo, l'arrosto è stato già mangiato da questi tizzi famelici. Infatti dagli algoritmi, dai giochini e dai magheggi della piattaforma Rousseau la democrazia ha solo perso. Dalle votazioni interne, dai referendum digitali è sempre uscita, magari di poco, la decisione "giusta" quella del gruppo di testa, dei dirigenti dei Cinquestelle, chiamati befferdamente "Garanti". La gente si sta accorgendo, pian piano, che quel marchingegno infernale, è solo una macchinetta mangiasoldi, alla stessa stregua di una gigantesca slot machine messa su da Grillo e Casaleggio. Molti eletti tra i M5s non pagano più o pagano a malincuore e vengono anche messi alla berlina dal sistema che vanta il credito.

Quindi un buon motivo per votare no è quello che non vogliamo che si riducano i parlamentari da 945 a 600, per un totale di 400 deputati (oggi sono 630) e di 200 senatori (al momento sono 315) lasciando a casa tantissimi candidati con l'abolizione dei seggi, così si riduce solo la rappresentanza e si lascia libero il campo a chi ha soldi e potere non chiaro. Molti fautori del sì, affermano che in svariate democrazie, il tasso di rappresentatività, ossia il numero dei rappresentanti in proporzione ai cittadini, è ancora più basso di quello che si avverrebbe dopo l'approvazione di questa riforma. Affermazione poco furba: riduzione della rappresentatività equivale a minor democrazia, non vogliamo essere meno rappresentati di sicuro.


Molta enfasi è stata data, poi, al risparmio: è vero un risparmio ci sarebbe e sarebbe considerevole se paragonato al bilancio di una azienda di medie dimensioni. Tutti concordano che si tratterebbe di una minore spesa per ben 81,6 milioni di euro l’anno. Insomma 68 centesimi all'anno a testa per ogni cittadino italiano. Peccato che, in quanto a proporzione, per le casse statali, questo inciderebbe meno dello 0,01% sul bilancio. Questa cifra se la potrebbe permettere di sperperare, anche un cittadino congolese disoccupato. Vero è che, per converso, molti risparmi si potrebbero avere dalla riduzione dei costi della politica, dal taglio degli emolumenti degli eletti ma soprattutto dalla selezione e dal controllo dei rimborsi, spesso forfettari. Un'altro capitolo si potrebbe dedicare ai rimborsi elettorali, a tutti i livelli: milioni e milioni di euro per ogni partito, partitino ed addirittura movimento. Una parentesi va aperta sulle fondazioni: ogni politico che si rispetti ha una o più fondazioni riconducibili a lui. Fiumi di denaro transitano e si disperdono in quei lidi oscuri. Norme per la trasparenza dei bilanci urgono molto di più di questo referendum. Solo così si potrebbe capire veramente le ragioni e le scelte dei nostri rappresentanti, capendo chi li finanzia.


Un taglio dei nostri eletti, poi, senza prima mettere mano alle riforme elettorali sarebbe un suicidio di massa. Grandi territori, poco popolati, insomma principalmente al centro, perderebbero eletti che invece si prenderebbe, con gli interessi il nord, ed i votanti all'estero, falsando gli equilibri storici, al sud la situazione sarebbe di lieve ma significativa perdita. Già in questo panorama alcune circoscrizioni vengono riservate per i cavalli di razza, i capi o i loro portabandiera, altre, più incerte e rischiose vengono destinate a personaggi scomodi o ribelli. Se la riforma passasse, ci sarebbe certamente una enfatizzazione del potere di controllo delle alte sfere dei partiti sugli eletti, con i relativi ricatti e con i giochini noti. Pochi eletti sono più controllabili, poi. Infatti, sono proprio i poteri forti che vorrebbero trasformare il parlamento in votificio. Nessuna discussione, una proposta di legge alla quale dire si o no. Magari chiedendo la fiducia e quindi rendendo la scelta obbligata. Decisioni da prendere velocemente, senza inutili perdite di tempo, tanto chi vuole questa riforma sa bene cosa fare, cosa scrivere, specialmente nelle pieghe delle norme per limitare, per esempio il potere alla magistratura, come è già successo troppe volte. Altro che potere occulto e parallelo delle toghe. Le toghe, quelle serie, la stragrande maggioranza, fanno paura ai politici. Li mettono in galera se non si comportano bene. Così il parlamento ha molti più avvocati che magistrati. Un dato che fa riflettere.


I politici, quando eletti con logiche di ricatto, sarebbero più deboli e meno coraggiosi e sicuramente meno efficaci. Se ci lamentiamo della loro scarsa produttività, sicuramente riducendone il numero e incrementando il potere selettivo delle direzioni di partito, certamente non miglioreremmo la situazione. Un fatto singolare: non dovremmo prendercela con chi si addormenta sulle poltrone degli emicicli, magari perché non è riuscito a dormire, per presenziare ad una votazione importante, come invece viene stigmatizzato dai populisti e come si vede circolare sui social in questi giorni, ma dovremmo prendercela con chi non va in parlamento o peggio con chi inganna il suo elettore, con chi trama, con chi sfrutta il suo potere di rappresentante del popolo, con chi ruba. Il populismo è pericoloso, crea una deriva, una risacca che allontana dalla politica e spalanca le porte alla riduzione della rappresentatività, quindi della libertà di scelta, la vera essenza della democrazia. Spalanca le porte all'uomo solo e forte, al comando, al Salvatore della Patria. La storia italiana, ancora a memoria d'uomo, ha già vissuto questa esperienza. Forse dovremmo metterci al riparo e votare NO.







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