• Lino Rialti

Ride Pillon, assolto dalla diffamazione contro LGBT



Il senatore leghista Simone Pillon è stato assolto in appello a Perugia, perché secondo i giudici si sarebbe trattato del "legittimo esercizio di critica", come ha affermato il suo avvocato Laura Modena.


Pillon, quando ancora non era senatore della Lega, ma in veste di avvocato e consigliere nazionale del Forum associazioni familiari, era stato querelato per diffamazione dal circolo gay Omphalos di Perugia per alcune affermazioni con le quali aveva commentato una loro iniziativa nelle scuole. Fatti per i quali in primo grado era stato condannato a 1.500 euro di multa (pena sospesa).


Pillon è stato processato per quanto detto come consigliere nazionale del Forum delle associazioni familiari in tre incontri, tutti nel 2014: ad Assisi e Bastia Umbra, a giugno, a San Marino, ad agosto, e ad Ascoli Piceno, a novembre.


In particolare Pillon era accusato di avere offeso la reputazione di Omphalos e dei suoi membri "diffondendo notizie non corrispondenti al vero sull'attività di informazione e di prevenzione delle malattie venere svolte dall'associazione, attribuendole iniziative e messaggi distorti rispetto al loro effettivo contenuto".


"Siamo sinceramente stupiti da questa sentenza della Corte d’Appello – commenta Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – Non conosciamo ancora le motivazioni, che saranno depositate tra 90 giorni, ma l’assoluzione con formula “perché il fatto non costituisce reato” ci dice che i fatti contestati dalla procura esistono e che evidentemente la Corte ha deciso per un’interpretazione molto estensiva del diritto di critica". "Rispettiamo la decisione dei giudici – continua Bucaioni – ma attendiamo il deposito delle motivazioni per decidere i prossimi passi nella tutela dell’associazione e della comunità LGBTI tutta. Il diritto di critica politica non può mai significare infangare il lavoro altrui".


L'omofobia ma anche la misoginia, l'antiabortismo, l'abolizione del divorzio sono un particolare segno distintivo di Simone Pillon che vorrebbe introdurre, oggi sfruttando questo governo attuale, in un disegno di legge, che porta proprio il suo nome e che tenta dall'inizio della legislatura di portare in aula.






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