• Lino Rialti

Russia in liberta vigilata



Vladimir Putin getta la maschera e dispone più di 2000 arresti nelle piazze. In Russia è stata anche arrestata la moglie del dissidente Navalny. L'opposizione viene abbattuta con una lunga scia di arresti misti al sangue dei manganelli e delle pallottole di gomma.



Pugno duro su ordine supremo dello Zar Putin della polizia russa che ha "ripulito" 35 città, arrestando, in almeno 35 centri principali del Paese, tra cui Mosca e San Pietroburgo, per ora, 2.119 attivisti oppositori del regime. Le operazioni sono state condotte per contenere manifestazioni che si tenevano nelle città e che erano state organizzate per richiedere il rilascio del dissidente russo Alexei Navalny.



Alexei Navalny era stato fermato e poi arrestato, al suo rientro dalla Germania, il 17 gennaio scorso, il suo velivolo era anche stato dirottato per evitare le telecamere ed i flash dei fotografi in un aeroporto minore. Navalny proveniva dalla Germania dove era stato curato, in un ospedale militare, dall'avvelenamento causato con il Novaciok (significa "nuovo venuto"), un formidabile veleno che qualcuno, presumibilmente un agente segreto o un suo emissario, aveva messo nel tea che il dissidente aveva consumato. Questo veleno ideato in Russia all'inizio degli anni '70 del secolo scorso, è comune tra gli agenti segreti russi e con questo veleno sono stati fatti fuori diversi oppositori ai quali voleva essere dato un avvertimento. Le esecuzioni sommarie sono condotte al sapor di Polonio, un agente altamente radioattivo e sicuramente mortale. Insomma ad ognuno la sua cura, se non stai con Putin non puoi stare tranquillo. L'avvelenamento era avvenuto nel corso di un volo interno nella Russia del nord. Navalny era stato per lungo tempo in pericolo di vita ma aveva scampato il pericolo senza imparare la lezione.



Anche la moglie di Alexei Navalny, Yulia Navalnay, una economista ed avvocato è stata fermata dagli agenti mentre raggiungeva il carcere in cui è detenuto il dissidente.



Durante le repressioni della Polizia russa anche i giornalisti, nonostante avessero mostrato i tesserini, sono stati brutalmente fermati e tradotti nei commissariati di zona.


Prima uscita e prima presa di posizione forte, in politica internazionale per gli Stati Uniti di Joe Biden, che per bocca del segretario di Stato Antony Blinken, hanno condannano le "tattiche brutali" della Russia contro i manifestanti di opposizione. "Gli Stati Uniti condannano l'uso persistente di tattiche brutali contro manifestanti pacifici e giornalisti da parte delle autorità russe per la seconda settimana consecutiva - afferma in un tweet il segretario di Stato americano Antony Blinken -. Rinnoviamo il nostro appello alla Russia affinché rilasci i detenuti per aver esercitato i loro diritti umani, tra cui Alexei Navalny".





Le libertà costituzionali, i diritti inviolabili della manifestazione del pensiero, la libertà di espressione, la libertà di stampa sono ora più che mai messe a dura prova in Russia. Sparizioni ed assassinio di giornalisti ed oppositori del regime sono all'ordine del giorno, sono oltre 200 i giornalisti uccisi in Russia dagli anni '90 del secolo scorso ad oggi, per esempio.



Dopo il quadriennio di Trump, poi, dove nessuno aveva nulla da obiettare e dove anche l'Europa era stata troppo timida, speriamo si torni a far sentire la voce del dissenso. Certo gli interessi del figlio di Biden, Hunter, non aiutano a stare tranquilli ed a fidarsi della terzietà di questo presidente che sicuramente è fatto di altra pasta rispetto al predecessore ma ha molti peccati originali, forse troppi per potersi ergere a garante dei diritti umani.



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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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