• Lino Rialti

Salvini: allarme, è caduta libera nei sondaggi



La strana storia della Lega. Dall'8 gennaio 1991, giorno della sua nascita, ne ha fatta di strada, è cambiata, anche tanto. Ed oggi siamo alla terza fase. Anche se vorrebbe volare come una leggiadra farfalla, dal peculiare color verde ramarro, ancora è una pupa, una crisalide. La Lega attuale è passata per la fase primordiale dell'uovo rappresentato dagli esordi, quando il nome era "Lega Nord per l'Indipendenza della Padania", poi si è schiusa in un peloso bruco, quando l'Umberto Bossi ha abbreviato il nome in semplice "Lega Nord" e strisciando aveva raggiunto gran parte del nord della penisola. Ora, ribattezzata solamente in Lega, nome con il quale ha riottenuto la verginità perduta per 49 milioni di euro di finanziamenti pubblici spariti nel nulla, stava vivendo da crisalide ed aveva conquistato territori inesplorati e, si pensava per lei inospitali, come la Sicilia, la Campania, la Calabria, la Puglia, stava andando bene e stava abituandosi all'idea di diventare una farfallona, la farfallona verde di Salvini, il processo biologico era in atto. Ma, e c'è un ma, un pesante ridimensionamento dei consensi e la conseguente recessione nella mutazione genetica. E così urgono provvedimenti rianimatori.


Insomma dopo la nascita, la trasformazione, ora la ri-trasformazione ed un nuovo cambio di casacca, di divisa. Insomma, urge riformare la Lega, cambiarle ancora una volta pelle, farla diventare europeista, più moderata per farla accettare a Bruxelles: questo il concetto alla base del tentativo di salvataggio in extremis della Lega. Nei sondaggi in profondo rosso. Chi se ne frega dei veri bisogni del popolo, a chi importa della correttezza istituzionale, a chi, tra questi personaggi dalla straordinaria levatura morale, della crisi ambientale, sanitaria, sociale. Bastano due o tre parole ripetute e brandite come armi di distrazione di massa: invasione, clandestini, a casa loro.



Già, di strada ne ha fatta, di trasformazioni ne ha avute, si direbbe meglio trasformismi camaleontici, mimetici a livello epidermico, ma poi dentro il cuore era, è, e sarà sempre padano, verde ramarro, coi denti grossi ed ingialliti, con le camicie a scacchi ed il cappellino della ditta di mangimi o i corni da vichingo sull'elmetto di plastica, roba da cartoni animati. L'ignoranza come il vento anzi come un vanto. A che serve conoscere, sapere, capire? La base lumbard è quella.



Tutti ricordiamo la Lega del senatur, del Bossi, dei duri, anzi del "la Lega ce l'ha duro!". Lo slogan "Roma ladrona la Lega non perdona" e l'altro, il mantra "secussiun", la secessione tanto agognata ma poi, messa da parte. La caduta dalle stelle alle stalle di Bossi, le storie tragicomiche del Trota, il figlio scemo del finto montanaro furbetto di Cassano Magnago, il Bossi.



Poi un cambio d'abito, anzi di corazza. Alberto da Giussano, messo in soffitta e relegato al simbolismo della spilletta, oramai non tirava più. E così l'ascesa del professionista della politica, Matteo Salvini, di quello che critica i grillini per non aver mai lavorato ma che non solo non ha mai lavorato lui stesso nemmeno per un giorno, ma non ha neppure studiato. Matteo Salvini vanta un curriculum formativo da far arrossire anche i più forti di stomaco. Dopo i quattro di corso, ben dodici anni di fuori-corso e per una facoltà come Storia. Sembran tanti 16 anni e ancora aver rimasto 5 esami per la laurea, mai ottenuta. C'è da dire che almeno Salvini ha avuto il pudore di non andarsela a comprare, come fece invece il Trota in Albania.



Comunque, nei sondaggi la Lega di Salvini cade, anzi sprofonda, mentre Fratelli d'Italia della Meloni, sorpassando i Cinquestelle erode preferenze proprio alla Lega. Lega che nel tempo si era sovrapposta troppo alla Meloni puntando sulle posizioni storiche prettamente della destra, perdendo l'identità unica, eccentrica, grezza e trogloditica che piace tanto alla faccia lumbard.



Infatti Fratelli d'Italia fa il nuovo record: per il partito di Giorgia Meloni è 16,0% di potenziali consensi nei sondaggi della settimana secondo la Supermedia elaborata da YouTrend per AGI. Fdi sorpassa il Movimento 5 Stelle (15,9%) come terzo partito.



In questo ambito il Pd, il Partito Democratico guidato da Nicola Zingaretti, forse sull'onda dell'entusiasmo per i buoni risultati alle ultime elezioni Regionali e Comunali, guadagna lo 0,7% e sale al 20,9%. Ora solo 3,4 punti dividono I Dem dalla prima posizione detenuta dalla Lega di Salvini. Insomma una catastrofe se si guarda da dove era partita la Lega. Già, la Lega di Matteo Salvini è in calo dello 0,9% al 24,3%. Da segnalare nel centrodestra che pure Forza Italia scende (-0,5). Il partito di Silvio Berlusconi è al 6,6%.


Giusto per curiosità, il sondaggio Youtrend da i partiti della maggioranza, quelli che sostengono il governo Conte al 42,7% (+0,1%), mentre l'opposizione di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia al 48,1% (-0,1%). Da segnalare poi il Centrosinistra al 28,6% (+0,4) e LeU al 2,9%. Quindi striscia positiva per la maggioranza, nel complesso, in un quadro a tinte foschissime per il nostro Matteone felpato.



Urge quindi una svolta. E la nuova linea la detta Giancarlo Giorgetti, ex sottosegretario e mente strategica della Lega. Abbordare col carroccio leghista il carro europeo, quindi salirci, abbandonare la Le Pen alle sue posizioni, considerate perdenti. Infatti, come si legge in una intervista sul Corriere della Sera, proprio secondo Giancarlo Giorgetti, "se vorremo in futuro governare, Matteo dovrà incontrare Draghi e poi chiedere l’iscrizione al Ppe". In questa frase c'è la consapevolezza del fatto che "le altre strade battute si sono rivelate impercorribili" e che per proporsi alla guida del Paese "bisogna cambiare direzione".


Leggendo un altro giornale, La Stampa, si scopre che i 29 eurodeputati del carroccio, tutti mega-assenteisti in aula, fino ad oggi, si sono riuniti il 29 settembre, convocati dal presidente del gruppo Identità Marco Zanni e da Marco Campomenosi, capo delegazione della Lega al Parlamento europeo. All'ordine del giorno c'era proprio la collocazione europea del partito chiesta da Giorgetti. A preoccupare l'ex sottosegretario della Lega era stata l'astensione al Parlamento europeo sulla risoluzione riguardante Lukashenko. Ora, però, sembra che il carroccio voglia metterci una pezza. Dietrofront, tanto per cambiare e cambio altero ed aggiuntivo di casacca. Alla faccia della coerenza, ma chi lo sa cosa questa parola voglia dire? Che in lumbard non esista il concetto è chiaro, a questo punto, parola che non si può tradurre e di cui, quindi, non se ne comprende il significato tra i leghisti. Concetto troppo ostico, difficile, incomprensibile.



Quindi più che un cambio di passo, stiamo assistendo ad un vero voltafaccia. Lo zoccolo duro dei lumbard leghisti neanche se ne accorgerà. Mentre i viandanti del voto, probabilmente non si faranno abbindolare. Si preannuncia un'altro ulteriore flop. Che sia l'inizio della fine per la Lega? La parabola discendente del sogno strampalato leghista? O quelle menti raffinatissime, come la carta vetrata da 40, riusciranno comunque a convincere, se non abbindolare, la massa di cerebrolesi che si aggira per il nostro Paese in cerca di un Capo, di un nuovo Uomo solo che comandi, di un nuovo Duce? Chi vivrà vedrà. Intanto, secondo loro, in incognito tra gli organizzatori dei negazionisti del Covid, siamo stretti in una "dittatura sanitaria". Invece stiamo attenti al virus e non ascoltiamo questi gonzi, tra i quali si è aggiunto un attore, uno che ha fatto bellissime cose, opere dell'arte cinematografica e grandi rappresentazioni teatrali, ma che ora è sicuramente rincoglionito, Enrico Montesano, contento ed onorato di aver toccato il pugno di Salvini e fiero di aver insultato dei poliziotti che gli chiedevano di indossare la mascherina. La vecchiaia fa brutti scherzi anche a chi era grande, a volte, purtroppo.



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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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