• Lino Rialti

Sorpresa: il centro-sinistra si rafforza!



Calcisticamente finisce 3-3 il match delle elezioni Regionali. Ma per Nicola Zingaretti ed il suo partito, i dem, è proprio una vittoria. Se la sua sedia scricchiolava nei sondaggi, alla luce degli scrutini, si è svegliato molto più solido. Chi è sparito è il leader di italia Viva, Matteo Renzi che è stato fagocitato da dalla madre democratica.



Per il leader della Lega, Matteo Salvini, nonostante il suo cantar vittoria, invece c'è puzza di bruciato, uno stop se non una sconfitta. Aveva puntato tutto sulla Toscana, Salvini, Regioneche invece è rimasta a sinistra ma gli è andata peggio in Veneto, dove la lista di Luca Zaia, ex compagno di partito, non lo doppia ma, addirittura, ottiene tre volte i consensi del Carroccio, uno strabiliante e bulgaro 75,9%. Si mostra misericordioso e magnanimo, il Matteone nazionale, andato a votare con una polo delle Misericordie ed ha dichiarato. "non temo la concorrenza interna" riferendosi a Zaia, ma gli deve bruciare e non poco questa perdita di consensi nel cuore della terra leghista, laddove raccoglie a man bassa i voti. Voto bulgaro,si diceva, il 75,9% dei consensi, una percentuale di preferenze mai raggiunta dall'istituzione delle Regioni. Ed a proposito di governatori: secondo mandato assicurato per il dem Vincenzo De Luca in Campania con il 64,9%, le sue uscite, le sue butade, le sue sceneggiate continuano a convincere Napoli e tutta la Campania. Un po più su, in Liguria, si è vista la riconferma, tra l'altro attesa, di Giovanni Toti in Liguria con il 54,9% e, chiude la carrellata, la vittoria di Michele Emiliano in Puglia che batte Fitto con il 47% contro il 38%, quindi un bello scarto.



Enfasi va data alla vittoria di Eugenio Giani, in Toscana, ovviamente per il centrosinistra, con il 48%. Susanna Ceccardi ci aveva sperato, Salvini l'aveva caricata a molla ed aveva riposto tutte le speranze per il rilancio leghista da Firenze, si erano scomodati in tanti dalle destre per agevolarne la partita, ma la Caporetto viene passata in secondo piano. Susanna Ceccardi si è, sportivamente, congratulata, alla maniera leghista col vincitore: "Adesso governa per il bene dei toscani", ha scritto in un sms inviato a Giani. Salvini ha detto, con fare sconsolato, "hanno sempre ragione gli elettori" e meno male.



Per dem e M5s, correre divisi non premia, la prova sono il risultato delle Marche che vanno al centrodestra: ad Acquaroli il 49,6% dei voti. E così Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, affida ai social la sua gioia: "Trionfo Marche! Grazie a Francesco Acquaroli e a Fratelli d'Italia un'altra roccaforte della sinistra sarà amministrata dal centrodestra. Da nord a sud Fratelli d'Italia è l'unico partito che cresce in tutte le regioni al voto".



Come già si conosce oramai da ieri, è stato nettissimo il successo dei Sì al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Il 70% è un messaggio forte e chiaro, è passato il messaggio populista che ha sfilacciato il fronte del si ma anche quello del no. Risultato: la riduzione dei nostri rappresentanti è legge e che legge, riformiamo la Carta Costituziuonale. Ci accontenteremo di minor rappresentatività e risparmieremo 81 milioni di euro all'anno, meno dello 0,01% del bilancio dello Stato. Un baratto in perdita guidato dalle menti perverse dei populisti senza scrupoli. Comunque un successo che fa esultare i leader della maggioranza e che si erano spesi per il sì. Zingaretti voleva la tenuta dell'esecutivo e si è venduto per questo piatto di minestra. E così,Di Maio, nonostante le batoste elettorali che sanciscono la tenuta di un colabrodo per il M5s, esulta: "Risultato storico", certamente, chi si accontenta gode. E, preso da una smania e da un delirio d'onnipotenza rilancia sul taglio agli stipendi dei parlamentari ma comunque deve a Zingaretti "una legge elettorale proporzionale" che deve essere approvata prima delle prossime elezioni. Buona fortuna.



Storia diversa per la Valle d'Aosta, Regione a statuto speciale. In quei territori non si elegge direttamente il Governatore ma la Giunta che poi riunita lo proclama. Pochi i movimenti rispetto alle attese: primo partito, la Lega, attorno al 23%, subito dopo una lista di centro-sinistra denominata Progetto Civico Progressista, che contiene anche il Partito Democratico che è attorno al 15%, l'Union Valdoteaine, sul 12%, e chiude il Centrodestra (FI e Fdi) che è attorno al 9%.


Nonostante i timori e le difficoltà legate alla pandemia in atto, in Italia si è votato. L'affluenza definitiva al voto per il referendum costituzionale è stata del 53,84%.




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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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