• Lino Rialti

"Stai zitta!": già 11 le vittime di femminicidio in due mesi




Sharon, Victoria, Roberta, Teodora, Sonia, Piera, Luljeta, Lidia, Clara, Deborah, Rossella Questi i nomi delle 11 donne uccise nei primi due mesi del 2021 in Italia.

Il femminicidio un crimine aberrante dalla escalation impressionante. E, ricordiamolo, "il rispetto passa dal linguaggio", come ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ieri in una mesta cerimonia nella quale ha celebrato l'8 marzo. Cerimonia al Palazzo del Quirinale quest'anno dedicata al tema "Con Rispetto. Educando". Ma nel 2020 sono state assassinate 73 donne. Espressione del tipo:"stai zitta!", "qui comando io" sono l'anticamera della violenza manifestando un approccio alla relazione malato.



Questa strage silenziosa è ancora avvolta da pregiudizi, in una escalation che si svolge nella privatezza delle mura domestiche. Tutte queste donne sono state uccise dalla mano di chi aveva fatto loro credere di amarle. Il tradimento maggiore, quello del patto che è alla base della convivenza, della progettualità di un futuro condiviso. Una mano assassina che ha tradito un patto tacito e sottinteso: quello di reciproca protezione.



La distorsione di un concetto, quello di un rapporto affettivo che diviene possessivo. Una relazione malata da un concetto sballato di possesso. di "o mia o di nessun altro" al quale ci si deve subito ribellare, dalle prime avvisaglie. Ma qui c'è bisogno dell'intervento protettivo dell Stato delle istituzioni. Servizi psicologici dedicati e Case Rifugio, dove ricoverare e proteggere chi è in pericolo imminente, dovrebbero nascere ed essere moltiplicate, ce ne sono circa un decimo di quanto necessiterebbe. E questo nell'immediatezza ma poi c'è urgente bisogno di ricostruire, reinventare il rapporto maschio-femmina.



C'è bisogno di lavorare sui giovani per evitare, come ha dichiarato il presidente Mattarella "Un distorto concetto del rapporto affettivo - che, non a caso, si trasforma in odio mortale" che è alla base dei gravi e inaccettabili casi di femminicidio. Bisogna investire in educazione e cultura a partire dalla scuola luogo eletto dove far comprendere quale sia il corretto rapporto tra generi. E' necessario cancellare la mentalità del possesso, della bramosia, del dominio che non è altro che disprezzo anche se mascherato da amore.



Mattarella ha poi ricordato che "L'amore, quello autentico, si basa sul rispetto e la condivisione. Se si giunge a uccidere una donna è perché non si rispettano il suo desiderio di libertà e la sua autonomia. Perché ci si arroga il potere di non consentirne le scelte, i progetti, le aspirazioni. A distanza di settantaquattro anni dall'approvazione della Costituzione - che ha sancito, in via definitiva, l'eguaglianza e la parità tra tutte le persone, senza distinzioni - gli orribili casi di femminicidio - che reclamano giustizia - ci dicono che la legge, da sola, non basta. Che un principio va affermato, ma va anche difeso, promosso e concretamente attuato".


Per saperne di più e per entrare in rete: https://www.direcontrolaviolenza.it/violenza-sulle-donne-in-che-stato-siamo-finanziamento-centri-antiviolenza/

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