• Lino Rialti

Tensione per la quarantena: guerriglia urbana a Mondragone



Notte ad altissima tensione a Mondragone, 28 mila abitanti, in provincia di Caserta. Con le prime luci dell'alba e l'arrivo massiccio di Polizia di Stato, Carabinieri ed Esercito, la situazione sta tornando alla normalità.


Ma l'area degli ex Palazzi Cirio, cinque stabili ora occupati, tra gli altri da braccianti agricoli di origine bulgara, da lunedì scorso dichiarata "zona rossa", a causa di una cinquantina di positività alla Covid-19 su 700 abitanti, è stata transennata a causa di continui disordini e vari tentativi di fuga dei quarantenati.


Da una parte i bulgari, dall'altra i cittadini del posto e, nel mezzo le forze dell'ordine, da ieri supportate dall'invio, in rinforzo, da 50 militari dell'esercito e 40 poliziotti con mezzi speciali. Molti mondragonesi, preoccupati ed esasperati, da giorni presidiano la zona ed inveiscono contro gli occupanti dei palazzi, sono continue le grida che si sentono: “Fuori, fuori” e ancora “Via, via”, alcuni hanno anche lanciato sassi contro le abitazioni ed hanno vandalizzato alcune auto. Gli occupanti hanno spesso risposto ai lanci con altri lanci. Insomma una vera e propria guerriglia insostenibile.

Verso le 2 della scorsa notte, poi, i Vigili del Fuoco sono dovuti intervenire per l'incendio di un furgoncino parcheggiato sotto ai palazzi. Il mezzo dovrebbe essere di proprietà di un bulgaro. Si sarebbe trattato di una bottiglia incendiaria lanciata sul mezzo ad aver appiccato le fiamme.


Gli abitanti dei cinque palazzi, circa 700 persone, quasi tutte di origine bulgara, costretti a rimanere in casa, si mostrano sempre più impazienti e nervosi, il clima è rovente e, se da una parte volano sassi, dall'altra suppellettili e persino una sedia sono state scaraventate giù da finestre e balconi. Qualcuno è anche riuscito a fuggire nonostante il divieto per la quarantena che dovrebbe finire domani, previa verifica di nuove positività.

Il governatore Vincenzo De Luca, dopo avere assicurato un intervento in tempi rapidi e un lavoro rigoroso per isolare i positivi, è stato costretto a chiedere aiuto al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, che ha subito risposto, disponendo l'invio dell'Esercito e dei poliziotti in rinforzo di quelli già dislocati.


Matteo Salvini, non ha perso tempo ed ha ironizzato sulla efficienza del governatore De Luca, ”Nu piatt vaca’nt. Tante scene, a partire dalle sparate sul lanciafiamme, ma alla prova dei fatti il piatto è vuoto".


Ma anche i Cinquestelle, già in campagna elettorale, non hanno risparmiato bordate per De Luca: "Non è stata messa in campo alcuna misura di carattere sanitario, né coinvolta la protezione civile. Le ordinanze di De Luca sono solo spot".


Stefano Caldoro, esponente campano di Forza Italia, butta benzina sul fuoco delle polemiche: "Non si può abbandonare una comunità senza fare atti utili e concreti.

Soprattutto in questi casi vanno rafforzati i presidi sanitari e sociali".


Una situazione esplosiva, dal punto di vista sanitario ma soprattutto sociale e di ordine pubblico che va corretta con il pugno di ferro in una mano e col guanto di velluto dall'altra prima che deflagri.

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