• Lino Rialti

Terremoto in Vaticano: Becciu si dimette




Italiani brava gente? Forse proprio no. Mentre l'odore dei soldi, porta a scoprire che 900 mila euro, dei 49 milioni di euro, fatti sparire dalla Lega, sono transitati per un piccolo Comune ferrarese, Bondeno, amministrato proprio dal Carroccio, un'altra bomba detona e squassa le mura del Vaticano. Sempre affare di soldi dirottati e fatti sparire, alla maniera leghista, ma stavolta c'è di mezzo una delle gerarchie più alte del piccolo ma potentissimo staterello guidato da Papa Francesco. Insomma sembra un modus operandi italiano quello di intascare, sottrarre, eludere.



La notizia viene fatta transitare per la Sala stampa vaticana e viene divulgata mentre l'Italia è a tavola, è l'ora di cena, ieri sera. Una notizia che deflagra inattesa e viene pubblicata nel Bollettino proprio della Sala stampa vaticana: "Oggi, giovedì 24 settembre, il Santo Padre ha accettato la rinuncia dalla carica di Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e dai diritti connessi al Cardinalato, presentata da Sua Eminenza il Cardinale Giovanni Angelo Becciu". Insomma dimissioni da una delle cariche più pesanti all'ombra del soglio pontificio, data in pasto, fuori da ogni consuetudine, in un orario non canonico ed in un modo quanto meno insolito. La comunicazione è stringata e non fornisce particolari di sorta ma da quanto, circola in ambienti vaticani, ovviamente si tratta di una decisione proprio del Papa che, poco prima della sua divulgazione, avrebbe convocato Becciu ed avrebbe comunicato al diretto interessato, in una udienza brevissima la decisione pontificia di ritirare la fiducia sulla persona del potente Cardinale.



Ma quale sarebbero le motivazioni che hanno portato il Papa a chiedere ed ottenere immediatamente le dimissioni di Becciu? Alla base di tutto ci sarebbe un'inchiesta del settimanale l'Espresso. Nel servizio giornalistico, al quale il settimanale, in uscita stamattina, ha dedicato una copertina "C'e' anche l'utilizzo dei soldi dell'Obolo di san Pietro, il fondo raccolto per le opere di aiuto ai poveri, fra i motivi delle improvvise dimissioni del cardinale Angelo Becciu" questo è quanto sostenuto da l'Espresso, in un'anticipazione del numero di oggi.



Per l'Espresso quello scoperto era "un vero e proprio metodo che ha contraddistinto la Segreteria di Stato sotto la direzione del cardinale Angelo Becciu". Sembra che grazie alle anticipazioni dell'inchiesta, Papa Francesco abbia aperto gli occhi su un vero e proprio sistema architettato per dirottare denaro, tanto denaro, verso conti esteri aperti in paradisi fiscali. Monsignor Becciu aveva affidato "l'intera cassa vaticana al finanziere Enrico Crasso, ex Credit Suisse", il quale "ha indirizzato gli investimenti vaticani verso fondi speculativi con sede in paradisi fiscali". C'è poi da dire che, in qualità di Sostituto della Segreteria di Stato Becciu "avrebbe chiesto e ottenuto per ben due volte dalla Conferenza Episcopale Italiane e una volta dall'Obolo di San Pietro un finanziamento a fondo perduto in favore della cooperativa Spes, braccio operativo della Caritas di Ozieri, provincia di Sassari, di cui titolare e rappresentante legale è il fratello Tonino".



Certo dovrebbe essere stata una grande delusione, quella di Bergoglio, era stato proprio lui a consegnare la berretta cardinalizia a Becciu. Insomma Papa Francesco aveva nominato Becciu. Ma forse proprio per questo la decisione deve aver tuonato per le stanze della residenza papale e deve aver colpito come un fulmine Becciu che ha immediatamente comunicato la "rinuncia".



Becciu, settanta anni compiuti, a lungo nunzio apostolico, è stato Sostituto in Segreteria di Stato per parecchio tempo e da poco aveva ricevuto l'importante incarico, dal Papa, come prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. Certo a pensar male si fa peccato ma la mente corre all'affaire dell'immobile di pregio della Segreteria di Stato a Londra, in Sloane Street, il cui acquisto era stato avviato nel periodo in cui lo stesso Becciu era il numero due del più importante dicastero della Curia romana, e su cui è da tempo in corso un'inchiesta della magistratura d'Oltretevere.


L'opera di pulizia, di ripulitura delle gerarchie del soglio pontificio, da parte di Francesco è affare complesso, all'ombra del colonnato di San Pietro da tempo immemore si fanno affari, a spese anche dell'obolo di San Pietro, una situazione incarnita, incancrenita e difficile da estirpare. Auguri Francesco, ti servono.

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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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