• Lino Rialti

Trump: il pericolo continua




Trump non molla. Non si da per vinto ed abbassa la testa come un toro colpito al garrese da una banderillas nel corso della corrida. E' ferito gravemente nell'orgoglio ma è ancora pericolosissimo. Potrebbe incornare e travolgere il torero Biden portandosi dietro anche, assieme al panno rosso, gli spalti della democrazia che aveva assaltato istigando e permettendo l'assalto alla Casa Bianca.



Trump è più pericoloso che mai. Il suo disegno eversivo sta venendo alla luce in queste ore. Dopo aver annunciato di volersi spostare da Twitter, che lo ha bannato definitivamente, su Parler, il social è stato messo in queste ore off-line. I Servizi americani sono spaventati.



Trump ha annunciato che creerà una "propria piattaforma" alternativa allo strumento (Twitter) che gli aveva permesso di ottenere tutti quei consensi che lo hanno portato alla presidenza degli Usa. E quindi, molto probabilmente, sta pensando ad un ritiro strategico a Mar-a-Lago dove pianificare una contro offensiva. D'altronde Trump non è assolutamente solo. Una quarantina di milioni di americani sono suoi supporters e continuano a seguirlo e ad appoggiarlo e poi è circondato da una vera e propria galassia di organizzazioni di estrema destra e suprematiste, ricchissime ed interessate a che questo processo di disgregazione delle libertà in Usa non finisca così.



Si tratta solo di mettere insieme i pianeti ed i satelliti di questa costellazione ed organizzarli mettendoli in contatto fra loro. Di certo lui vuole continuare a tessere la tela dove verrà stampata la sua "nuova America" finalmente "liberata" dai comunisti e comunque dalla sinistra. Infatti vede comunisti dappertutto, anche in Biden, figura moderata e lontanissimo anni luce dagli ideali anche sociali. Ma dipingere il nemico a piacimento per distruggerlo è un affare che Trump (ed i suoi più stretti collaboratori, soprattutto non ufficiali, come Bannon, per esempio) sa fare benissimo.



Sull'orlo del fallimento economico, ha ancora crediti e fondi, anche dai supporters che continuano a versare ogni giorno cifre considerevoli nei conti correnti aperti a suo nome ed a nome delle associazioni che coordina, Trump è disposto, a questo punto ad investire anche tutto. Sa che sarà cara una eventuale rivincita ma è disposto a provarci.



Vuole vendicarsi, vuole vendetta contro quelli che considera traditori, i suoi colleghi di partito coloro che hanno osato lasciarlo solo, soprattutto nell'ultimo periodo, Pence in primis. Già pensa alle primarie ed a come poter far fuori e sbaragliare tutti. E' sicuro di riuscire a scardinare il Partito Repubblicano. E' per questo basilare sottoporre Trump alla procedura dell'impeachment non permettendogli di ricandidarsi.



Certo Biden vorrebbe, sicuramente, tenersi i primi 100 giorni della legislatura per se e per partire bene con la sua squadra, poi potrebbe essere il momento buono per sparare la bordata definitiva che affonderebbe Trump per sempre. Il clamore di un provvedimento e il suo strascico di polemiche dopo 100 giorni non offuscherebbe più il viaggio di nozze, il necessario periodo di bonding di affezione che l'elettorato e la Nazione tutta necessitano con l'acclimatazione del nuovo Governo.



L'impeachment taglierebbe le gambe, poi, alla figlia Ivanka che non potrebbe sfidare Ted Cruz per il seggio senatoriale della Florida nel 2022.



Insomma Trump è più pericoloso che mai, se in queste ore sta zitto è perché da una parte non trova più disponibile il naturale mezzo con cui era abituato a comunicare ossia Twitter e dall'altra perché sta tramando per un ritorno in grande stile. Nel silenzio lo scrutano attentamente in molti ed hanno capito il suo gioco, un gioco al massacro.



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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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