• Lino Rialti

Trump imbucato alla Casa Bianca e Biden citofona



Oramai Donald Trump, è chiaro a tutti, occupa abusivamente la Casa Bianca. Invece di agevolare la transizione col presidente eletto, si ostina a fare proclami imbarazzanti, anche fuori luogo e pure nel corso dell'ultimo G20. Infatti ha farneticato sulla sua vittoria e si è incensato, un fatto che, oramai, vede solo lui.



Anzi anche lui stesso, assieme ai suoi fedelissimi, oramai, ha capito che non c'è storia, ha già perso 32 dei 34 ricorsi e presto saprà di averli persi tutti. Conta e riconta i voti e tanto la vittoria è di Joe Biden sempre ed in ogni Stato dove si è sollevata una eccezione legale.



Trump insomma rimane nella scomoda veste dell'imbucato, dell'abusivo, dell'irresponsabile intruso alla Casa Bianca. Biden timidamente citofona ma Trump fa finta di non sentire. Gli sono rimasti pochi giorni ma questi pesano come macigni. Questo periodo transitorio, per la prima volta non è stato utilizzato per il passaggio di consegne. Tradizionalmente il "vecchio" presidente ha sempre accolto il "nuovo" con ricevimenti formali ed a favore di fotografi, cameraman e cronisti. Serve a ufficializzare la nuova figura, a renderla autorevole da subito. Proprio come era successo proprio per Trump che Obama aveva accolto formalmente ed informalmente alla Casa Bianca dopo le elezioni per il passaggio di consegne.



Questi incontri di rito, formali ed ufficiali, sono sempre stati la cornice nella cui occasione avveniva il passaggio di consegne, con l'incontro di schiere di persone, legali, esperti, personale della sicurezza e dei servizi che informavano i nuovi membri della neo-staff presidenziale sullo stato dell'arte, così da non procedere con scossoni ma anzi proprio per dare un senso di continuità all'operato statale e restituire sicurezza ai cittadini americani e di gran parte del globo.



Ma stavolta non è andata affatto così. Nella sua irresponsabile condotta, Trump, mentre è intento a giocare a golf, ha rimosso il capo del Pentagono che aveva osato ammettere la vittoria di Joe Biden, visto lo stato dei ricorsi intentati dallo staff legale di Trump con a capo lo sceriffo di New York, Giuliani. Rudolph Giuliani, tra l'altro, che è attualmente in quarantena (ha il figlio positivo), dopo aver scolato tintura dai capelli nel corso di una gran sudata dovuta ad una imbarazzante conferenza stampa con Trump.



Intanto l'America, grazie a Trump, è più divisa che mai: da una parte i sostenitori di Donald Trump, per la verità sempre di meno, che manifestano per lo "scippo illegale" della presidenza degli Stati Uniti dovuta a brogli, di cui però nessuno ha trovato traccia; dall'altra parte i sostenitori di Biden che giustamente festeggiano soprattutto lo scampato pericolo della rielezione di questo tumore per la democrazia.



Nel frattempo, da tutto il mondo, sono arrivate le felicitazioni a Biden per la vittoria, insomma tutti lo hanno ammesso, è allora come fa Trump a negare ancora, a proseguire in questa corsa al massacro? Sicuramente c'entra la sua proverbiale arroganza, il suo famoso egoismo, insomma la sua cattiveria, sembra semplicistico ma è proprio così. L'Europa, stranamente, mancando di una politica estera sensata e seria, ha festeggiato Biden, stavolta, in maniera unitaria, è uscita con una sola voce, forse grazie alla cancelliera Angela Merkel che ha dato il la. Un'Europa disorientata dal virus e spaventata dalla paventata contrazione, annunciata da Trump, della Nato e così ha tirato, all'unisono, un sospiro di sollievo alla notizia della elezione di Biden.



Ma c'è di più: gli unici paesi al mondo che ancora sono rimasti in silenzio sono Russia e Cina. E c'è il suo bel perché. Se si considera che, proclami di sanzioni a parte, Trump col suo "America first", ha scombinato i rapporti commerciali globali. Questa confusione ha danneggiato l'Europa e l'Asia ma non Cina e Russia. Infatti, queste ultime due, ne hanno beneficiato egregiamente. Si sono potute avvantaggiare di una situazione di smarrimento generale ed hanno potuto piazzare i loro beni, le loro merci, i loro prodotti energetici ed hanno visto incrementare i traffici ed i profitti. Trump è un businessman eccellente e senza scrupoli.



Su tutti chi ci ha guadagnato di più è l'economia statunitense che, però, ha approfondito grandemente il divario sociale interno. E, visto che i soldi non puzzano, come dicevano i latini, Wall Street ha festeggiato con la politica trumpiana ma ha subito cambiato cavallo ed ora si è congratulata con Biden e già ne ha beneficiato con l'euforia di due giorni fa.



Biden si è, comunque, subito affrettato a sottolineare che crede nell'Alleanza Atlantica anche se quello che resta della Nato è un ammasso informe di macerie. Basti pensare alla Turchia di Erdogan, membro Nato, con le sue minacce armate alla Grecia, altro membro Nato e non solo. Oppure all'Ucraina, che prova ad entrare nella Nato dal 2008 ma prosegue nella sua lunga scia di sangue e polverizzazione dei diritti umani della guerra del Donbass. Ma la storia della Nato è gonfia di aberrazioni.



Qualcuno forse ricorda i 1000 aerei e le 30 navi da guerra della Nato che bombardarono dal 24 marzo al 10 giugno 1999 la Serbia causando, in quella parte della ex-Jugoslavia, oltre 2500 morti e migliaia di feriti oltre a danni alle infrastrutture veramente incalcolabili.



Un'altra prova tosta aspetta Biden: la verifica della tenuta della Pace di Abramo, firmata alla Casa Bianca il 15 settembre scorso, alla presenza di Trump, tra Israele, Emirati Arabi e Bahrein. Non un trattato di pace, come sbandierato dal nostro Trump, che per questo avrebbe voluto il Nobel (lo ha detto veramente) ma, meglio, un accordo per scambi di armamenti fatti sotto la coperta di un accordo per la realizzazione di un oleodotto che non verrà mai realizzato vista l'instabilità della zona e soprattutto di quella del prezzo del greggio oramai stabile sui 40 dollari al barile.



Un quadrante, quello, a dir poco esplosivo dove per questa pace si sono voluti sacrificare la Palestina e tutti i suoi abitanti che sono su tutte le furie e pronti a fare un pandemonio. E poi lo scenario dell'Iran dove Trump ha permesso di armare i suoi nemici (gli Emirati), proprio grazie alla citata Pace di Abramo, e così ora sarà difficile venire ad accordi con il presidente iraniano Rohani. Ma di danni ne ha fatti Trump... riuscirà il nostro Biden a sistemare i guai con l'America del sud, in primis col Venezuela?



Per fortuna se ne è andato questo figuro, speriamo di non vederlo rieletto come paventa, tra quattro anni. Nella speranza che Biden non dimentichi l'ambiente ed i problemi enormi del riscaldamento globale, noi non dimentichiamo che lui non è sicuramente vergine (parleremo presto dei suoi scheletri nell'armadio) e la sua visione non è certamente neanche di lontano la migliore ma la toppa è sicuramente migliore del buco. Certo resta pur sempre una toppa e nemmeno troppo bella.







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