• Lino Rialti

Trump perderà: è merito delle donne



Le donne determineranno la sconfitta elettorale di Donald Trump. Nonostante siano state sempre da lui maltrattate, fino a poco fa, la maggior parte delle figure femminili americane ha sempre riconosciuto, nell'anima tradizionalista e rassicurante di Trump, il candidato da votare. Trump, comunque, ha sempre attratto negativamente almeno le donne più colte e della middle class. Al suo insediamento erano corrisposte manifestazioni di protesta del movimento Women's March ed ora, per evitare la sua rielezione il fenomeno si è ripetuto. Manifestazioni pacifiche e nelle quali si invitava ad andare a votare e, soprattutto a non votarlo, hanno riempito le strade di moltissime città in tutti gli Usa.



Ora le donne sono stanche. Sono stufe di suggerire ai loro figli che quello che vedono e sentono provenire dal Presidente degli Stati Uniti d'America, è sbagliato. La rivoluzione, direi l'evoluzione spontanea è partita dalla Grande Mela e strisciando tra i social, nella rete, ma anche essendo tenuta viva da alcuni importanti giornali come il New York Times o sostenuta da televisioni prestigiose come la Cnn, ha raggiunto tutti e 51 gli Stati. Le donne si sono svegliate dal torpore e si sono dichiarate nella loro avversione gentile ma determinata a Donald Trump.



Le donne americane, infatti, sono sfinite e spossate dalle crisi economica e sanitaria che negli Stati Uniti hanno devastato il Paese finanziariamente e socialmente. Una crisi dettata dal Coronavirus e gestita malissimo dal Presidente Trump. Pandemia dapprima negata, poi gestita in maniera minimalistica, cosa che ha generato l'esplosione dei contagi e trasformato di fatto gli Stati Uniti nel lazzaretto del mondo "moderno ed evoluto". L'esplosione virale ha fatto perdere consensi a Trump anche considerando l'aspro conflitto con tutti i suoi consiglieri sanitari, alcuni licenziati, altri accantonati nonostante siano riconosciuti come massimi esperti nel settore. Gli americani nonostante siano ammalati, fiaccati dal virus, sfibrati dalla povertà e dal rancore diffuso e generato dal tutti contro tutti istigato da Trump, se ne sono accorti.



Ma le colpe di Trump sono molteplici. Non ha fatto proprio nulla per i lavoratori. Se è vero che la disoccupazione è ai minimi storici, il salario medio di operai ed impiegati è rimasto al palo da così tanto tempo da non permettere una vita decorosa non solo nei grandi centri dove la vita è carissima ma in ogni parte degli Usa. In queste condizioni i cittadini sono costretti a fare due ma anche tre lavori, per arrivare alla fine del mese e comunque arrivarci con uno zero tondo sul conto corrente.



Ma questo fatto, l'arrivare alla fine del mese, è già qualcosa se è vero che nel 2019, quindi durante la presidenza Trump, è stato firmato l'accordo sindacale per l'incremento del salario minimo. Gli importi sono da terzo mondo. Il salario è stato innalzato da 5 a 7,5 dollari all'ora. E comunque sono solo 4,3 i milioni di lavoratori che hanno beneficiato, si fa per dire, di questo incremento. La maggior parte degli operai e dei lavatori americani ancora è rimasto coi suoi bei 5 dollari lordi all'ora. Da questi soldi, alla fine del mese, ogni americano dovrebbe trovare le risorse per comprarsi un'assicurazione privata che paghi le costosissime cure mediche in caso di necessità, per non parlare dei piani pensionistici.



Le pensioni sono un'altro tasto dolente. Infatti il 20% dei cittadini americani con più di 65 anni ancora lavora o cerca attivamente una occupazione. Insomma lavorano fino a consunzione, in pratica sino a quando non possono più, e questo per sopravvivere e non perdere la casa, magari in affitto. In molti Stati americani, infatti, se si ritarda anche di una sola settimana il pagamento della pigione, si è sbattuti per strada. La Polizia, senza nient'altro che non la semplice richiesta del landlord, così si chiama, anacronisticamente ma, a ragion veduta, correttamente, il "signore della casa" il proprietario, la polizia, dicevamo, entra in casa, con le pistole in pugno, e butta fuori anche fisicamente l'inquilino, contemporaneamente il proprietario dell'immobile cambia la serratura. In questo modo negli Usa ti puoi ritrovare di colpo un homeless, un senzatetto.



In questa situazione, con un terzo della popolazione americana che vive sotto la soglia della povertà, il passo è breve. E sono 600 mila, infatti, i senza tetto, censiti ufficialmente negli Usa, molti di questi continuano a lavorare, anche stabilmente, ma non hanno sufficienti sostanze per pagarsi un affitto e così vivono per la strada, in macchina, in dei parcheggi dedicati o peggio in tende sui marciapiedi o all'interno dei parchi cittadini.



I senzatetto rappresentano, soprattutto in questo periodo, un pericolo sanitario non indifferente. Infatti uno dei primi focolai di Covid-19 è scoppiato a Seattle, terza città americana per numero di senza fissa dimora. Scarsità di igiene e promiscuità, tipiche caratteristiche della situazione di chi è costretto a vivere per la strada, sono il cocktail ideale per la diffusione del virus.



E così, sono le donne su cui sono maggiormente ricadute le conseguenze di questa situazione e che più hanno risentito della responsabilità, in questa circostanza, di dover portare avanti una famiglia. Queste sono le donne, questo è il genere che maggiormente si è dovuto rimboccare le maniche per sbarcare il lunario. Gestione dei figli, della casa e magari tre lavori. Queste persone sono oramai esauste e sono entrate in rotta di collisione con la visione misogina e maschilista del Comandante in Capo, la ciliegina sulla torta delle disparità. Ad ogni tweet, ad ogni post, sono più convinte che questa volta non lo rivoteranno.



Trump, poi, non ne ha azzeccata una: attacca Nancy Pelosi, la speaker della Camera, non su scelte politiche ma negandole la stretta di mano come un'infante; attacca l'AD della general Motor, Mary Barra, che non voleva fermare la produzione ordinaria per produrre ventilatori e Trump, pubblicamente, si lamenta dicendo che "Abbiamo sempre problemi con questa General Motor gestita da Mary B" ma l'affronto alle donne, da parte del Presidente, è continuo, solo un'ultimo esempio, l'attacco al Governatore del Michigan, Gretchen Whitmer, che Trump in un'intervista alla Fox non ha neanche citato per nome dicendo "abbiamo un grande problema con la giovane governatrice donna del Michigan". Gli episodi sono innumerevoli, mi fermo per non annoiare. Ma di questa misoginia Trump è malato, la cura verrà somministrata dal genere femminile che non lo voterà.



Ad oggi, sono già andati a votare in 22 milioni, mai così tanti votanti in anticipo rispetto all'Election Day. E questo è sicuramente sintomatico, è un segnale che fa preoccupare, e non poco, i luogotenenti alla corte di Trump. Le donne, molte donne, sono andate già a votare, sono loro, secondo gli ultimi sondaggi, le artefici della differenza tra Trump e Biden, un granitico 17% a favore dello sfidante Joe.


0 commenti

Post recenti

Mostra tutti
Chi sono

Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

IMG-9934.jpg