• Lino Rialti

Trump sarà travolto dal suo muro di bugie



Trump continua, nella sua scellerata ed irresponsabile caparbietà, a negare la vittoria del presidente eletto Joe Biden. Lo fa nascondendosi dietro ad un muro: un muro di menzogne.



Infatti, durante il suo mandato sulla poltrona più importante degli Usa è riuscito a blaterare, a sparlare, a biascicare, a sputare ben 20.000 bugie, la maggioranza delle quali scritte su Twitter e, nell'ultimo anno, rimosse o marcate, subito, come fake news dal gestore del social media.



Questa quantità assurda di fandonie rappresenta un crimine che ha portato gli Stati Uniti d'America a dividersi, più o meno, in due fronti: i creduloni, in buona o cattiva fede, pro Trump e coloro che, ragionando, lo hanno sbugiardato e lo additano come il bugiardo più pericoloso che ci sia. Queste due parti, in queste ore, si affrontano anche fisicamente sulle strade delle maggiori città statunitensi.



Il problema è che 44 milioni di americani vivono sotto la soglia della povertà e tra questi sono stati in molti, pazzescamente, a votare per Donald Trump, in questa e nella precedente tornata elettorale. Le ragioni? Semplici e disarmanti: "è un miliardario, sa il fatto suo", "è una persona per bene, infatti porta con se sempre tutta la sua famiglia", "basta con l'immigrazione, prima l'America e gli americani". Motivazioni disarmanti, incredibili e fatte nel corso di interviste per la realizzazione di un docu-film sulla povertà negli Usa al tempo di Trump, realizzato dal regista Sebastian Gilles "Poverty in the Usa". Queste persone vivono nell'America profonda, lontano dai riflettori. Una grande quantità di poveri e sostenitori del presidente Trump vive lungo il massiccio degli Appalachi. Proprio li il docu-film è stato girato.



Già il presidente Johnson, nel suo mandato dal 1963 al 1969, ma anche prima, quale vice-presidente dal 1961 al 1963, aveva dichiarato guerra alla povertà, negli Usa, introducendo misure per combattere l'indigenza, come un programma per la scolarizzazione universale (qui vediamo un'immagine della conferenza stampa della sua presentazione) ed i "food stamps", buoni statali, con un valore dichiarato, utilizzabili per l'acquisti di generi alimentari.



Ora hanno la forma di una carta di credito, proprio come da noi per i pagamenti dei redditi di cittadinanza e di emergenza attraverso le carte postali. Una volta erano blocchetti di carta filigranata ed assomigliavano a francobolli di grandi dimensioni. Bene, Trump ha ridotto la platea di beneficiari, proprio tra i suoi elettori, che per tutta risposta, in molti, hanno affermato "avrà avuto le sue buone ragioni".



Ora, un gruppo di cittadini, coadiuvati, nella raccolta, da svariati giornalisti appartenenti ad una rete di network dell'informazione, ha collezionato molte delle sue affermazioni bugiarde fatte durante il suo mandato, le hanno stampate su di un cartellone che hanno appeso creando un muro: "Wall of Lies", il muro delle bugie è stato realizzato a New York nel quartiere di Brooklyn.



Tra le 20.000 bugie dette da Trump e li riportate si legge: "È il primo anno negli ultimi 51 anni in cui i prezzi dei farmaci sono scesi", oppure "Entro la fine del prossimo anno costruiremo un muro di 50 miglia, farà una grande differenza", ma anche "Abbiamo i migliori numeri sulle assunzioni nella storia dello stato della Pennsylvania e di tutto il Paese". E' stato realizzato questo muro con tutte queste farneticazioni, un muro per svergognare un presidente, Donald Trump, senza un briciolo di vergogna. E' stata una rovina, un flagello per gli Usa, il mandato di Joe Biden non può che essere migliore.

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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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