• Lino Rialti

Trump sente la terra venir meno sotto ai piedi



Donald Trump si sente venir meno la terra sotto ai suoi piedi e chiede, attraverso il Dipartimento di Sicurezza, un ordine restrittivo di emergenza per bloccare la pubblicazione del libro del suo ex consigliere alla sicurezza, John Bolton. Questa atto "urgente" dovrebbe essere deciso domani, ma già era stato chiesto senza successo, per evitare la pubblicazione del libro prevista per il 23. Motivazione? Trump ha dichiarato sprezzante: "ha infranto la legge. E' un bugiardo. Alla Casa Bianca non lo sopportava nessuno".

L'amministrazione guidata da Trump ha fatto causa, con questa formula della somma urgenza, a Bolton con l'assunto che nel libro di Bolton sulla Casa Bianca verrebbero divulgate informazioni classificate e dunque non pubblicabili legalmente pena la "messa a rischio" della "sicurezza nazionale con la pubblicazione del manoscritto".



Nel libro di Bolton, dal titolo "The Room Where it Happened: A White House Memoir", ossia "La stanza dove successe: una memoria della casa Bianca", lo scrittore racconta che Donald Trump avrebbe chiesto al presidente cinese Xi Jinping di aiutarlo a vincere la rielezione del 2020 e lo avrebbe incoraggiato sulla costruzione di campi di concentramento per gli Uiguri, la minoranza musulmana presente nella regione dello Xinjiang nel nord ovest della Cina oltre ad un allentamento del sistema di dazi nei confronti delle merci cinesi comunque in cambio dell'acquisto da parete della Cina di prodotti agricoli provenienti dagli Usa. A conforto di queste ed altre scomode affermazioni Bolton porta prove fattuali, eventi, personaggi, circostanze, testimonianze, fa nomi e date.


Gli editori del libro, la casa editrice Simon & Schuster, una delle maggiori degli Usa, dal 2006 di proprietà della CBS Corporation, affermano che Trump non ha il potere di impedirne l'uscita e la causa legale è solo "l'ennesimo tentativo di bloccare la pubblicazione di un volume non edificante" per il presidente.


Bradley P. Moss, avvocato ed esperto di sicurezza nazionale, in un tweet ha affermato che l'uscita del libro non potrà essere bloccata ma l'autore, se perderà la causa contro il Dipartimento di stato, dovrà girare tutti i proventi al Dipartimento del Tesoro. Certe scelte non si fanno, comunque solo per meri motivi economici. Qui c'è in ballo la rielezione di un presidente degli Stati Uniti e comunque l'immagine pubblica di Bolton potrebbe escirne molto rafforzata permettendogli un futuro come consulente, comunicatore o congressista, forse addirittura, come quello che ha fatto cadere Trump.


Che possa essere la spallata decisiva che faccia cadere il tycoon, all'apparenza inossidabile ed, al quale, nulla sembra scalfire la fiducia di quello zoccolo duro, quel bacino elettorale minimo, sotto il quale sembra non scendere?

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