• Lino Rialti

V-Day: la verità sulla distribuzione dei vaccini


E' partita la campagna vaccinale in Europa. Gli Stati membri sono tutti stati posizionati sul nastro di partenza di questa maratona ma, da subito, già c'è chi è a qualche miglio da noi. Ci ha già dato parecchia strada la Germania e la Francia è comunque avanti.

Sì, il V-day, come è stato chiamato, era per tutti ieri, 27 dicembre, ma già nei numeri delle dosi pervenute si è potuta vedere una certa discrepanza. E poi una montagna ha partorito il famigerato topolino quando dal furgoncino tanto agognato, sotto scorta di Carabinieri e Servizi Segreti, sono usciti due scatoloncini, piccoli piccoli, legati infondo al cassone. Infatti il trasporto dei vaccini per l'Italia è avvenuto con un mezzo refrigerato già piccolo che, almeno, si sperava pieno di fiale, invece, all'apertura, ne sono usciti due miseri pacchettini, erano le nostre 9.750 dosi.

La polemica è montata quando i tedeschi hanno fatto sapere di aver avuto e subito distribuito ed immediatamente inoculato 150.000 dosi. Loro erano già pronti da un pezzo. La campagna vaccinale tedesca è partita, praticamente senza intoppi. Noi stiamo correndo contro il tempo, come al solito, e quindi non abbiamo che avuto un quantitativo simbolico, sicuramente saremo pronti presto ma ancora non lo eravamo, questa la nuda e triste verità.

Gli inglesi sono già partiti con i vaccini, prima di tutti sbandierando i primi effetti della Brexit. Tremenda menzogna proferita da Boris Johnson alla disperata ricerca di argomenti per mantenere buoni i sudditi della Regina. Infatti fino a mezzanotte del 31 dicembre la Gran Bretagna è ancora formalmente in Europa ed ha potuto iniziare la vaccinazione dichiarando lo "Stato di Emergenza", come avremmo potuto fare tutti in Europa. Ma invece è stato scelto di partire simbolicamente tutti assieme. Una buona cosa è che i britannici hanno fatto da cavia al resto degli europei. In pratica, infatti, avendo iniziato prima degli altri hanno fatto constatare che gli effetti avversi, anche su un numero enorme di inoculazioni, sono minimali, almeno di quelli a breve termine.

Ma tornando alle polemiche sulle differenze di fornitura delle dosi, ha fatto clamore quanto dichiarato dal ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, che ha parlato di un primo carico per il suo Paese di 151.125 dosi, arrivate il 26 dicembre. Tre altri carichi, per un totale di 1,9 milioni di dosi, dovrebbero arrivare in Germania il 28 dicembre, il 30 dicembre e durante la prima settimana di gennaio.

Mentre Salvini era intento a consegnare un pacco di solidarietà a favore di telecamera ed all'insaputa del presidente dell'organizzazione dei City Angels che è andato su tutte le furie, il Governatore campano de Luca si faceva inoculare una delle pochissime dosi arrivate in Italia, con un commento condivisibile dello stesso Salvini, che quando ha ragione ha ragione, che lo ha paragonato al Marchese del Grillo, del compianto Albertone nazionale, (la citazione era "io so io e voi nun sete n'cazzo").

Quindi, intanto che noi perdevamo tempo, in Italia, sono arrivate, al momento, come già detto, solo 9.750 dosi. E qui, apriti cielo, giustamente l'opposizione, con Salvini e Meloni in testa, ma anche Tajani e gli altri, subito a puntare il dito sulle disparità di trattamento tra gli Stati dell'Unione. E così, Il ministro della Salute Speranza, senza non poche difficoltà, per trovare argomentazioni che reggessero minimamente alla prova di controdeduzioni, ha chiarito, per così dire, che "le dosi consegnate a tutti i Paesi europei per il 27 dicembre sono in numero simbolico: la distribuzione vera e propria inizierà dalla settimana che inizia il 28 dicembre, e all'Italia arriveranno circa 470 mila dosi ogni settimana". Sono stati poi citati i contratti di fornitura dei vaccini: e così ha ribadito che Pfizer-BionTech e Moderna dovrebbero consegnare all'Italia, nel primo trimestre 2021 rispettivamente 8,749 milioni di dosi e 1,346 dosi, e questo, giusto per tentare di rassicurare i molti che già sono in fibrillazione.

Stessa domanda è stata poi girata a Domenico Arcuri, super-Commissario anche alla emergenza Covid ed al quotidiano Corriere della Sera, ha così risposto: "il numero di dosi simboliche per partire tutti assieme il 27 dicembre è proporzionale alla popolazione, la Germania dalla Ue ha avuto le stesse dosi o poco più", mah!. Infatti con questa logica alla Germania sarebbero spettate più o meno 11.000 dosi non 150.000. L'aritmetica non mente. La scusa sarebbe che le dosi extra sarebbero arrivate come anticipo su quelle prenotate. E sempre Arcuri ha affermato al Corriere che "450.000 dosi arriveranno ogni settimana direttamente nei luoghi di vaccinazione" e questo con minor dispendio di energie e minor perdita di tempo per la distribuzione capillare. Vedremo...

Anche in Francia, ieri, sono arrivate più fiale che da noi: 19.500 dosi ed anche lì la proporzione non regge con la quantità di abitanti i francesi, sono 67 milioni. E l'arrampicata sugli specchi appare sempre più ardua.

Varie polemiche sono apparse in Germania nei giorni scorsi sulla stampa tedesca, dove il settimanale Der Spiegel aveva sostenuto che l’Unione europea avesse "limitato" il numero di dosi prenotate a Pfizer e BioNTech (case farmaceutiche americane e tedesche) per non sfavorire la francese Sanofi. La notizia era stata smentita dalla Commissione europea. In Germania, però, è cresciuta la pressione perché venissero acquistate più dosi di quel vaccino, anche al di fuori dei piani europei, e la Bild Zeitung aveva parlato di un orientamento in questo senso del governo. Queste dosi però non potrebbero arrivare prima della primavera: quindi anche nel caso la Germania, come quasi tutti i paesi europei abbia fatto acquisti extra, non potrebbe giustificare il quantitativo massiccio ricevuto. Un dubbio si staglia all'orizzonte della ragione, che sia il peso politico ed economico, ancora una volta a fare la differenza?

Quindi peso politico ed economico ma sicuramente ha contato l'organizzazione, infatti questo vaccino si conserva a temperature tra i - 70 ed i - 80 gradi centigradi e se la catena del freddo si interrompe il vaccino si inattiva. Inutile inviare più dosi di quelle che si possono gestire in sicurezza. Infatti queste temperature sono mantenibili per brevissimi periodi con l'ausilio del cosiddetto ghiaccio secco, ma poi le fiale devono necessariamente essere stoccate in appositi impianti frigoriferi. In Italia non solo abbiamo pochi freezer, che mantengano garantita questa temperatura, ma ancora stiamo organizzando la distribuzione che quando avviene non può avere intoppi. Ci dobbiamo sempre far riconoscere come gli ultimi della classe, un peccato anche perché, in questo caso, c'è di mezzo la salute e la vita umana. Metteremo, anche questa volta, alla prova l'italica peculiarità di riuscire a fare miracoli all'ultimo secondo. Incrociamo le dita.


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Perché ognuno si possa fare un'idea della situazione riporto quanto pubblicato dall'agenzia stampa Reuters, il 24 dicembre, riguardo alle prime consegne dei vaccini in Europa:

- Germania - ricevute oltre 150.000 dosi circa 10.000 per ognuno dei 16 Land ed entro la prima settimana di gennaio avrà 1 milione e 900 mila dosi;


- Italia - ricevute 9.750, 450 mila dosi ogni settimana dalla prima di gennaio;


- Francia - arrivate 19.500 dosi;


- Spagna - riceverà 350 mila dosi la settimana, a partire dal 26 dicembre.


- Svizzera - la Federazione non facendo parte della UE ha iniziato la campagna vaccinale in autonomia ed ha già ricevuto 107 mila dosi.


- Portogallo - entro il 31 dicembre riceverà 80 mila dosi;


- Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Bulgaria - circa 10 mila per nazione sono arrivate il 26 dicembre;


- Ungheria - Il primo ministro, Viktor Orban, ha parlato di un primo carico di dosi di vaccino "sufficiente a vaccinare 35 mila persone";


- Danimarca - il primo scarico è stato di 40 mila dosi;


- Norvegia e Svezia - circa 10 mila dosi a nazione;


- Serbia - la premier Ana Brnabic, che, come il nostro De Luca, ha ricevuto la prima dose di vaccino del Paese il 24 dicembre, ha parlato di un primo carico di 4.875 dosi.

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Mi interesso di tutto e scrivo da sempre. Difficilmente non ho un'opinione su di un argomento. Sono iscritto da quasi trent'anni all'Ordine dei giornalisti.

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