• Lino Rialti

Vaccini Covid: un business miliardario segreto



Siamo un genere, noi umani, incorreggibile. L'opportunismo, in natura è una qualità ed è alla base dell'evoluzione della specie. Essere opportunista, in natura, può salvarti la vita e spesso preserva le specie animali. Ma noi umani l'abbiamo elevata all'ennesima potenza questa qualità. Attendiamo con ansia che muoia la zia zitella per ereditarne gli averi, comperiamo all'asta la casa di chi non è riuscito a pagarsela e l'ha perduta, ci accaparriamo, al Monte dei Pegni, i gioielli di chi è caduto in disgrazia. Ma sappiamo fare anche di peggio, se persino arriviamo a pagare per ottenere una sacca di sangue o peggio un rene, in questi giorni, poi, alcuni mascalzoni si rivendono, con una cresta vergognosa, le bombole d'ossigeno, invece di restituirle. Queste bombole sono necessarie per respirare per chi è affetto da Covid. Il risultato è una scarsità di bombole, soprattutto in alcune Regioni italiane.



E allora di cosa ci dovremmo stupire o scandalizzare, se quando si parla di vaccino contro l'influenza pandemica data dal Sars-Cov2, la Covid-19, si scopre che dietro c'è una montagna di soldi e la loro destinazione è torbida, quando va bene. La versione che Ursula Von der Leyen aveva voluto far passare, dichiarando alla 73 esima assemblea dell'Oms, ossia che "il vaccino non è un lusso ma è un bene comune" non ha retto alla prova dei fatti.


La corsa per confezionare un vaccino che ci salvi la vita e soprattutto che ci assicuri gli stili di vita attuali, è iniziata subito. Già a febbraio scorso era iniziata la corsa che ha compreso una combinazione micidiale: tanti soldi ed affari segretati. infatti tutti gli atti che la commissione europea ha emanato per il finanziamento della ricerca e per l'accaparramento delle dosi di vaccino sono coperti da un bel timbro: "top secret" così come gli atti equivalenti emanati in Italia da questo Governo.



L'Italia si distingue per opacità. Tutti avranno ricordato la grancassa mediatica suonata dalla nostra pseudo-politica. L'annuncio di un vaccino italiano realizzato a Roma in collaborazione con l'Università di Oxford. Nella realtà, a scoperchiare la pentola ci si avvede di una ammucchiata pubblico-privato da paura in cui l'unico che gode è uno solo, l'agente privato, l'IRBM di Pomezia, vicino Roma, rilevata dalla farmaceutica Merck ed ora guidata da un rampante ex-produttore televisivo, Piero di Lorenzo. Chi ne fa le spese? Il nostro Consiglio Nazionale delle Ricerca e l'Istituto Superiore di Sanità piegati a zerbini dell'IRBM che assorbe pure i fondi della Regione Lazio. L'IRBM, è a capo di un consorzio del quale ha preteso di detenere il 70 % delle quote ed in minoranza siedono i consiglieri in rappresentanza del CNR e dell'ISS. Insomma l'IRBM fa il bello ed il cattivo tempo nella ricerca affamando i laboratori ed i lavoratori pubblici ed intanto si assicura la sopravvivenza in Italia finanziando fondazioni (l'Open di Renzi con 150.000 euro, per esempio) e campagne elettorali trasversalmente e, così, stacca dividendi da brivido ai familiari-soci. Stride tanta opulenza e modernità della IRBM con la realtà dei laboratori del nostro CNR dove piove sui macchinari, si lasciano i vetri rotti e sono assediati dai topi. Come potrebbero fare ricerca?



Intanto la corsa al vaccino fa ricchi gli azionisti delle case farmaceutiche, aziende che si presumono etiche ma che di etico non hanno proprio nulla. E così i governi degli Stati benestanti di questo mondo per accaparrarsi le dosi, pagano al buio miliardi di dollari e di euro a queste aziende, per avere la prelazione su una quantità di potenziali dosi future. Gli Usa ne hanno commissionate e pre-pagate 450 milioni, più della popolazione esistente. Ma si sa, chi si vaccina per primo, riapre i mercati e torna a produrre ed a fare ricchezza. Ma questi sono investimenti al buio perché, a fronte di esborsi fantasmagorici, solo il governo Usa ha pagato più di 5 miliardi di dollari ai colossi del farmaco ( 1,2 miliardi ad AstraZeneca, 480 milioni a Moderna, 1,6 a Novavax, quasi 2 a Pfizer e alla tedesca BioNTech che lavorano insieme sul vaccino) nulla vi è di garantito.



Vengono, poi, firmati contratti capestro dove di sicuro c'è solo il pagamento e non viene garantito che dalla ricerca venga fuori un risultato. Insomma per assurdo, a fronte di investimenti massicci, una azienda impegnata nella ricerca potrebbe dire, alla fine, "scusate, non ci siamo riusciti, buana notte". Quando la politica paga alla cieca, soprattutto quando si parla di cifre con tantissimi zeri, sicuramente ottiene indietro il suo bell'obolo, la prova emersa sono i finanziamenti a fondazioni, partiti e singoli politici.



E così una pioggia di miliardi tirati fuori dai governi americano ed europeo, spinge in orbita i titoli farmaceutici in ogni Borsa. Il valore delle azioni delle società cosiddette bio-tecnologiche è arrivato a decuplicarsi, perfino a moltiplicarsi per venti dall'inizio della pandemia ad oggi. Il valore della statunitense Moderna è ad esempio quasi quadruplicato negli ultimi 6 mesi. Sorte simile per altre società impegnate nella ricerca anti Covid. Il titolo di Translate bio, dopo la firma un accordo da 400 milioni di dollari con il colosso francese Sanofi (potrebbero salire fino a 2 miliardi), è schizzato del 50%. In altri casi si fa direttamente shopping. Un mese fa la stessa Sanofi ha acquistato per 3,6 miliardi in contanti la statunitense Principia Biopharma, mentre il gigante statunitense Johnson & Johnson ha staccato un assegno da 6,5 miliardi di dollari per accaparrarsi Momenta Pharmaceuticals, altra biotech a stelle e strisce.



La visione romantica del presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, della presunta gratuità del vaccino cozza con la realtà, un vero e proprio business del valore di centinaia di miliardi. C'è un altro aspetto preoccupante: se è vero, come è vero, che, la ricerca sui vaccini è stata pagata e verrà interamente finanziata fino alla fine dagli Stati, che in cambio hanno ottenuto prezzi stracciati per dose, è vero però che quei prezzi sono stati fissati "fino a fine emergenza" che le case farmaceutiche hanno stabilito finisca attorno alla prossima estate, dopo di quelle date, i produttori saranno liberi di fissare il prezzo a dose come meglio riterranno.



Sfogliando i contratti segretati ma che si trova il modo di sbirciare, esistono, poi, clausole capestro che mettono al riparo le case farmaceutiche da eventuali richieste di risarcimento di danni dovuti a potenziali eventi avversi, tutto sarà a carico dei sistemi sanitari dei singoli Stati.



I contendenti, con prodotti prossimi al lancio, come si trattasse di una nuova linea di pronto-moda autunno-inverno, sono Oxford-Astrazeneca, che ha iniziato l’iter di approvazione del vaccino e BioNTech-Pfizer che ugualmente è in dirittura d'arrivo col processo di autorizzazione.



I governi hanno però, intanto, iniziato a stanziare miliardi su miliardi per assicurarsi prima e presto le forniture di vaccino, se e quando arriverà. L’Unione europea ha stanziato 7,5 miliardi di euro ma singoli paesi, tra cui l’Italia, stanno preparando anche budget propri. La Casa Bianca, l'abbiamo visto, ha già pagato oltre 5 miliardi di dollari ma ha altri progetti di finanziamento in corso. Tutti puntano su più cavalli, nessuno vuol essere lasciato scommettere solo sul bronco, sul brocco. Il problema è che non si ha idea di chi sia il cavallo o i cavalli vincenti. Così, nel frattempo, tutti scommettono su tutto, in una corsa all'accaparramento che arricchisce il cosiddetto Big Pharma e che però lascia fuori i paesi poveri.



Se le cose resteranno così, nei nostri paesi tutti si potranno vaccinare, alla fine, mentre nei paesi del cosiddetto terzo e quarto mondo sarà una sola persona su dieci a poterlo fare visto che, indicativamente, il costo di un singolo trattamento potrebbe oscillare tra i 30 e i 40 euro. Il problema potrebbe essere però risolto grazie all'egoismo del nostro sistema. Infatti se non tutti si potranno vaccinare, rimarranno focolai attivi che potrebbero reinfettare i paesi ricchi. Quindi, per necessità, si dovrà studiare il modo di vaccinare anche chi non potrà permetterselo. Questo slancio altruistico forzato, se da una parte ci permetterà di sentirci migliori, sarà l'unico modo valido per garantire la nostra sopravvivenza e, soprattutto, la sopravvivenza di questo modello economico sballato. A volte siamo più fortunati che intelligenti.



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