• Lino Rialti

Visco: Ma che taglio Iva, serve una riforma!




E' il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, che entra subito a gamba tesa nella polemica sul taglio dell'Iva. Visco ha lanciato questo, che è proprio un proclama, nel corso della partecipazione ad un convegno dal titolo "Quali politiche economiche per l'Italia?", organizzato dall'Accademia dei Lincei e della Società italiana degli economisti.


Visco ha affermato che "lo stato di incertezza non consente di fare previsioni non dico accurate ma ragionevoli, procediamo per scenari possibili".


Ma incertezza per Visco, non significa, fatalismo o peggio attendismo, anzi, citando l'economista britannico John Maynard Keynes, afferma che necessita ed urge "un piano ben costruito, non solo il breve termine" vista la situazione legata alla pandemia ma anche alla situazione già problematica preesistente.


John Maynard Keynes


Visco ipotizza un calo del Pil per quest'anno attorno al 10% ma lo scostamento dalla stima "può essere leggermente superiore o inferiore, dipende dall'evoluzione della pandemia nella seconda parte dell'anno", come si sa dovremmo scongiurare in tutte le maniere un nuovo lockdown.


Il Governatore della Banca d'Italia, poi, si è spinto a chiedere una riforma del sistema Italia soprattutto per quanto riguarda il red tape, "Ci vuole una buona burocrazia", "una sua assenza non va bene". "Si fa presto a dire semplificare" la macchina della pubblica amministrazione ma questa va tarata per "rispondere alle esigenze" dei cittadini oltre ad una "giustizia più veloce".


Sul versante investimenti, Visco, parlando dei"fondi europei", ricordando che "andranno pagati, resterà su di noi il pagamento e per questo devono essere spesi bene, in infrastrutture e progetti utili" senza "perderli in rivoli". Il nostro paese, afferma, "deve avere la capacità di spenderli".


Argomento tasse: per una riforma del fisco "serve una visione complessiva" e "non imposta per imposta", quindi no al sole e semplice taglio, che sia anche solo a tempo, dell'Iva.


C'è poi la"vecchia storia" ma attualissima della "grande dimensione dell'evasione, dell'illegalità e della criminalità organizzata" che Visco dice che "si trasforma in un carico fiscale molto pesante per chi le tasse le paga".


Per Visco, poi, non siamo uno Stato spendaccione anzi abbiamo un "livello che più o meno è quello che si attende da un paese che ha uno stato sociale come il nostro".


Quindi una promozione con riserva quella del Governatore alle iniziative prospettate dal Governo Conte. Ha fatto i suoi appunti, molto sensati, Conte dovrebbe tenerli in seria considerazione.


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